23 maggio 2010

Facebook Pensa di Cambiare le Privacy Policy. Di Nuovo...

Ci avevamo messo un po' a capire le nuove policy e soprattutto tutte le opzioni disponibili, gli affiliate programs, l'accesso da parte delle application etc.  E adesso, pare sia ora di ricominciare da capo a studiare le privacy policy di Facebook.
Mark si e' reso conto che qualcosa non andava ed era davvero il caso di porre rimedio...
Pero' cambiare con tale frequanza le policy costitutisce gia' un ostacolo alla effettiva capacita' del pubblico di capire cosa succede ai propri dati.
Almeno spero FB invii ai propri utenti una notifica delle modifiche... e magari anche una spiegazione di come usare le opzioni disponibili.

14 maggio 2010

Google: Impegni con AGCM

A seguito di una instruttoria aperta dall'Autorita' Antitrust, su segnalazione della Federazione Italiana Editori di Giornali, Google si e' impegnato a mantenere una condotta piu' trasparente e pro-competitiva in relazione a due dei suoi prodotti di punta:  Google News e AdSense.
In particolare, Google promette di continuare a tenere separati i crawler di Google News da quelli di Google Search; e di rivelare piu' dettagli sul calcolo dei compensi spettanti ai publisher affiliati ad AdSense.
Qui il documento con gli impegni presentati da Google alla autorita'.
Mi pare che la questione in effetti riguardi soprattutto quello che succede nella scatola nera di AdSense.
Il problema della trasparenza dell' intermediazione nel mercato della pubblicita' online e' noto a chiunque ha provato a giocare un po' con AdSense e AdWords per capire cosa succede nel mezzo.  Fino ad ora Google ha fatto leva sui suoi trade secrets per portare avanti un approccio del tipo: "come, non ti fidi di me?"
A questo punto entra in gioco Google News e il contestato abuso di posizione dominante per il rischio esclusione dei contenuti.  E allora visto che la minaccia di pull-out da Google tout court sarebbe stata una "idle threat", cioe' un suicidio (oltre che di fatto un danno enorme per la liberta' di espressione) si sono separati i meccanismi di indicizzazione.
Search da una parte e News dall'altra. In realta' questi erano separati gia' da prima, ma Google non si era mai impegnato a mantenerli separati per il futuro.  In questo modo si garantisce ai publisher la possibilita' di sottrarsi al content-aggregator e al contempo di continuare a fruire dei referral di google search.
Tuttavia, a ben vedere c'e' dell'altro: utilizzando contenuti di publishers "istituzionali",  Google News deve aver intaccato le revenues dei publishers e probabilmente i meccanismi di rev-share creati da AdSense non sono stati considerati sufficientemente appetibili e trasparenti per compensare la perdita di traffico diretto sui siti di tali publisher...
Peraltro, l'impegno di Google a una maggiore trasparenza sui dettagli di rev-share con AdSense potrebbe avere ulteriori conseguenze pro-concorrenziali ove si mettessero in luce meccanismi di price discrimination tra publisher e altri content provider. E anche il piccolo blogger ne potrebbe beneficiare.

13 maggio 2010

Modifiche Privacy di Facebook: Inaccettabili Per l' Art.29 Working Party

In Europa si continua a guardare con scarsa simpatia alle privacy policies di Facebook e alla disinvoltura con cui queste vengono modificate.

Ieri l' Art. 29 Working Party ha rilasciato un PRESS RELEASE dove ha definito inaccettabile che Facebook abbia radicalmente modificato le proprie privacy policies a discapito degli utenti.

La "materia del contendere" sono i default settings.  Il WP aveva raccomandato che il profilo dell'utente fosse accessibile solo da parte dei contatti indicati dall'utente stesso, escludendo quindi la possibilita' di accedere al profilo attraverso motori di ricerca salva specifica indicazione dell'utente.

Pare che invece la situazione su Facebook non sia proprio questa: chiunque usa Facebook sa come sia necessario navigare i privacy settings e ricorrere a una serie piu' o meno lunga di "opt-out".

Peraltro, il WP ricorda a Facebook e agli altri social network la lezione imparata da Google in Italia:  quando un utente carica del contenuto relativo a dati personali di terzo e' necessario ottenere il consenso di quest'ultimo.

Mi pare che su quest'ultimo punto caschi l'asino ci siano ancora dei fondamentali problemi tecnici.   Non mi e' chiaro come la protezione degli interessi dei terzi possa passare attraverso il controllo delle piattaforme, a meno che il WP non si limiti a richiedere che Facebook o gli altri social network aggiungano un altro check-box ai loro terms... qualcosa del genere:
"L'utente dichiara che i materiali caricati o condivisi ("Materiali") non violano la priacy e/o i diritti personali di terzi e che in ogni caso l'utente ha preventivamente ottenuto il libero ed univoco consenso alla pubblicazione del Materiale da parte del titolare dei dati o dei diritti personali relativi al Materiale pubblicato".   


Facile no?  E facile sarebbe per gli utenti marcare questa check-box (tra le tante). Chissa' se poi sara' piu' efficace delle avvertenze sul materiale coperto da diritto d'autore...

600px-Blue_check.svg.png (600×600)
...CHECK

08 maggio 2010

Breve Storia dei Feedback e del Rating On-line

Ho pubblicato questo post in Inglese  dove parlo di come si sono modificati nel tempo i meccanismi di online feedback e rating.  Analizzo anche il significato di questa evoluzione rispetto alla pubblicita' online e il comportamento degli utenti... Se dovessi trovare il tempo di tradurre il post lo riportero' in questa pagina.  Fino ad allora si puo' leggere la versione orginale QUI.  E la traduzione automatica di Google Translate QUI.

06 maggio 2010

Disegno di Legge su Privacy negli Stati Uniti

La House of Representatives ha recentemente introdotto un disegno di legge ( pdf qui ) che, se approvato, modificherebbe in modo significativo il quadro della normativa sulla privacy negli Stati Uniti. Il disegno di legge richiede una informativa piu' ampia e, in alcuni casi, il consenso dell'utente prima della raccolta e trattamento di determinati dati personali.
Questo disegno di legge alza lo standard della privacy per tutte le imprese operanti sia on-line che off-line. Tra gli obiettivi "impliciti" della normativa all'esame del Congresso si pone quello di armonizzare la regolamentazione degli Stati Uniti con i più elevati standard dell'UE.
Tuttavia, uno dei limiti "congeniti" di questa proposta di legge consiste nell'importanza crescente attribuita alle informative e alle privacy policies.  Tutto cio', mentre sia l'industria che le associazioni dei consumatori sembrano concordare sul fatto che tali informative siano inefficaci perché pochissime persone leggerle e ancora meno in grado di capire il loro contenuto.

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